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Corteggiatore dell'inessenziale, amante appagato dell'immaturità--attualmente votato al disimpegno brillante--
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La giornata, era perfetta.
Una giornata di fine Agosto, in cui teoria tanta gente avrebbe dovuto già esser rientrata in città;
eppure, il pomeriggio aveva ancora quel qualcosa di ovattato ed artificioso tipico delle settimane di Agosto.
Il caldo era decisamente sopportabile, la luce morbida.
Aveva deciso di andare al parco, dopo aver fatto un paio di inutili acquisti; camminando, aveva pensato questo, che era curioso rendersi conto del fatto che, pur amando in fondo davvero Milano, e proprio per quel che era, non per altro, cercava di viverla in quella situazione in cui non era sè stessa.
Era in quei momenti che la trovava davvero bella, come in quelle ore che annunciavano il tramonto ormai non più così tardo, ed in cui poche macchine percorrevano con inconsueta calma Corso Venezia.
Entrò nei giardini pubblici, dirigendosi senza esitare nell'angolo in cui andava sempre; in cui, almeno, andava ogni volta, nelle rare circostanze in cuisi recava lì.
Lo spiazzo verde non era soleggiato, come invece si attendeva; una signora anziana si stava risistemando prima di andar via, una ragazza armeggiava con il cellulare; pochi metri più in là, alcuni pakistani ripiegavano un enorme telo decorato.
Distrattamente pensò che dovevano aver trascorso l'intera giornata lì, sotto l'enorme abete che gettava ombra su quasi tutto il prato; scelse senza troppa cura un angolo, si sistemò, stendendosi di fianco, aprì il libro, assaporò ancora per un attimo il silenzio quasi totale, ed iniziò a leggere.
E' come il sole in una mattina di Giugno;
La mattina, lo facevo sempre: appena alzato, mi affacciavo e vedevo "come era il sole";
non come era la giornata, nemmeno; forse, perchè c'era praticamente sempre, il sole.
A Giugno, con le giornate più lunghe, sorgeva molto più ad est, e questo faceva si che la sua
luce filtrasse attraverso i rami della piccola pineta che c'era davanti casa, disegnando ombre
nette e precise ed un cielo già azzurro in modo intenso.
Vederlo in quel modo, il sole; vederlo in quel momento, con quel silenzio, dava sempre l'idea che non sarebbe andato per molto tempo ancora, quasi fosse troppo primitivamente puro e troppo buono per farlo.
Ecco, così era il suo sorriso.
"Lavare la macchina? Ma va..quella è una cosa inventata per la domenica pomeriggio
quando non esisteva ancora internet'
C'è chi si mette gli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero-
E Battiato nella copertina dell'album ha gli occhiali da sole.
Sarebbe interessante raccogliere pareri e commenti.
call me Ishmael. scrive (23.06):
che vuol dire la poesia sta nell'intuizione?
Narci scrive (23.06):
chi l'ha detta?
... call me Ishmael. scrive (23.07):
un amico
... call me Ishmael. scrive (23.09):
cosa vuol dire?
Narci scrive (23.09):
poco
... call me Ishmael. scrive (23.09):
e quel opco?
Narci scrive (23.10):
qualcosa di confuso
Narci scrive (23.10):
intuire qualcosa o lasciarlo intuire
Narci scrive (23.10):
il momento in cui si verifica il passaggio
Narci scrive (23.10):
e lì è la poesia
Narci scrive (23.10):
la potrei vedere così
Narci scrive (23.10):
ma appunto il bello è lì
Narci scrive (23.11):
nel fatto che NON ha un significato
Narci scrive (23.11):
nel senso che non lo ha o forse ne ha più di uno
Narci scrive (23.11):
è quasi autoreferenziale ciò: è questo, un caso di poesia
..e siete davvero così sicuri che ciò che avete cercato e magari trovato, sia frutto davvero delle vostre scelte?
Per qualunque necessità, un panetto da 2 kg di cocaina è riposto sotto il vostro sedile.
Un elemento di malinconica dolcezza.
Lo trovo sempre, alla fine, quando trascorro giorni in altri luoghi.
E' già difficile, ogni volta, non affezionarsi ad un posto; alle sue abitudini, ai riti, alle sue particolarità, anche quando quel posto non è il tuo.
E poi sempre, gli ultimi momenti, regalano un episodio; un volto ed uno sguardo; un sorriso, di quelli che sai
da subito saranno solo ricordo e nient'altro che quello.
Un po' pensi che è così bello
ed un po' quasi ti viene da piangere, e così, non è un andarsene; è uno scappare, un fuggire veloce
per cancellare ed allo stesso per conservare una purezza.
E' così poi che ti viene voglia di ri-cominciare.
Le migliori espressioni, sono sempre le sue.
"La bellezza di una repentina densità della vita"
E come sempre, quando una cosa esprime bellezza e ne crea, non occorre nemmeno dimostrarne
la veridicità.
Per chi ama la libertà più di tutto, è motivo di più per muoversi nel mondo della bellezza piuttosto
che in quello della morale.
Il silenzio..l'aria che diventa immobile; arrivano le sensazioni che ogni anno poi descrivo.
Quelle che fanno avvertire il desiderio della pausa.
Che è già una voglia di ritrovare e riprendere.